NUOTARE GIOCANDO Vol.4, di Pierluigi Invernizzi, Beppe Romagialli di Carabà Srl edizioni

€ 15,00

Descrizione

ISBN: 978-88-86613-14-9

"La senso-percezione acquatica"

Le proposte operative di questo libro, incentrate sulla percezione del proprio corpo in acqua, si basano su contenuti, giochi ed esercizi adatti sia alla scuola nuoto che ad un progetto scolastico di educazione motoria acquatica.

La sperimentazione delle leggi meccaniche legate al galleggiamento, agli equilibri acquatici, alle condizioni di idrodinamicità, alla propulsione a alla direzionalità del corpo in acqua rappresentano il filo conduttore e l'idea guida sulla quale viene realizzato il progetto specifico che integra con chiarezza e semplicità il "piano teorico"  di riferimento con quello applicativo.

Insegnanti di nuoto, educatori, gestori di attività acquatiche, direttori didattici potranno trovare in questo lavoro spunti interessanti e concreti, anche per collegamenti interdisciplinari e multidisciplinari, trasferibili con opportuni adattamenti alle differenti realtà operative.

GLI AUTORI
Pietro Luigi Invernizzi, docente di Teoria, Tecnica e Didattica degli Sport Natatori presso la Facoltà di Scienze Motorie, università degli studi di Milano, laureato in STAPS presso l'università di Borgogna (Francia). Docente CONI e autore di diversi testi di nuoto, responsabile e coordinatore di progetti acquatici per l'infanzia.

Beppe Romagialli, Insegnante di Educazione Fisica e Allenatore di nuoto. E' docente del settore Istruzione Tecnica della Federazione Italiana Nuoto e Fiduciario Provinciale della F.I.N. Sezione Salvamento.
Ha maturato esperienze trentennali nella gestione delle piscina nella provincia bergamasca.

 

Presto disponibile nel formato digitale ePub.

 

INDICE

1 Il concetto di modello didattico nel nuoto
1.1   Analisi terminologica
1.2   Fattori che condizionano la scelta di un modello didattico
1.3   Due concetti pedagogici opposti espressi nei modelli didattici del punto e della circonferenza
1.4  Caratteristiche fondamentali da considerare in un ambito pedagogico formativo
1.5  Analisi delle tappe fondamentali di sviluppo acquatico secondo un modello didattico formativo
1.6  Analisi dell'importanza della seconda tappa di sviluppo acquatico (percezione del proprio corpo in acqua attraverso la sperimentazione delle leggi meccaniche acquatiche) in un modello didattico a carattere formativo
1.7   Relazioni, transfert tra secondo livello di sviluppo acquatico e apprendimento successivo delle tecniche

2 Leggi meccaniche acquatiche e possibilità di sperimentazione nell'ambito di uno sviluppo acquatico di base
2.1   Elementi "chiave" dell'avanzamento in acqua
2.2   Prima le basi poi la tecnica
2.3   Un principio guida: assi di lavoro resistenza/propulsione
2.4   Capire l'acqua con il corpoe con la mente
2.5   Saper integrare e differenziare le esperienze acquatiche
2.6   Metodo per contrasti e risoluzioni problema
2.7   Classificazione di alcune modalità di utilizzo del metodo per contrasti secondo Aucoutureir e Lapierre (adattato all'ambiente acquatico)
2.8   Classificazione di alcune modalità di utilizzo del metodo della risoluzione dei problemi secondo Azemar
2.9   Tematiche principali proponibili per favorire consapevolezza e percezione delle azioni prodotte e dei loro effetti

3 Galleggiamento: concetti fondamentali e applicazioni pratiche in ambito pedagogico
3.1   Un principio guida
3.1.a Spinta archimedea
3.1.b Forza peso
3.2   Sperimentare sul proprio corpo e comprendere la causa
3.2.a Più ci si immerge e più si galleggia
3.2.b Se si tiene l'aria nei polmoni si galleggia; se si soffia si affonda
3.2.c Non tutte le diverse parti del corpo galleggiano allo stesso modo
3.3   In sintesi

4 Equilibrio: concetti fondamentali e applicazioni pratiche in ambito pedagogico

4.1   Un principio guida
4.2   Sperimentare sul proprio corpo e comprendere la causa
4.2.a  Le gambe tendono ad affondare
4.2.b  Diminuire la coppia di raddrizzamento spostando il baricentro (F.P.)
4.2.c  Aumentare l'effetto di portanza dell'acqua
4.2.d  Variare la densità delle differenti parti del corpo
4.3   Altri aspetti legati all'equilibrio acquatico
4.3.a  Più il centro di gravità è distante dalla base di appoggio e più è difficile mantenere l'equilibrio
4.3.b  Più la base d'appoggio è larga e più è facile mantenere l'equilibrio
4.3.c  Le posizioni rovesciate determinano un equilibrio instabile
4.4   In sintesi

5 L'utilizzo del capo in acqua: concetti fondamentali e applicazioni pratiche in ambito pedagogico
5.1   Un principio guida
5.2   I nuotatori principianti non adattati subiscono lo spostamento del capo
5.3   In sintesi

6 Resistenze frenanti l'avanzamento: concetti fondamentali e applicazioni pratiche in ambito pedagogico

6.1   Un principio guida
6.1.a  Variabile k (forma del corpo)
6.1.b  Variabile s (superficie)
6.1.c  Variabile v2 (velocità)
6.1.d  Variabile d (densità)
6.2   Altre tipologie di resistenza frenante che si possono sperimentare
6.2.a  La resistenza delle onde
6.2.b  La resistenza di risucchio
6.3   in sintesi

7 Propulsione: concetti fondamentali e applicazioni pratiche di ambito pedagogico
7.1   Un principio guida
7.2   Analisi delle differenti modalità propulsive da utilizzare con i principianti e riferimenti allegorici
7.3   Fattori propulsivi applicabili con i principianti
7.3.a  Fattori spaziali percepibili attraverso contrasti esecutivi
7.3.b  Fattori temporali percepibili attraverso contrasti esecutivi
7.4   Sperimentiamo la 3a legge di Newton
7.5   Sperimentiamo Bernoulli
7.6   In sintesi

8 Guida al lavoro

8.1   Programmazione delle attività didattiche
8.2   Guida all'uso della scheda di lavoro
8.3   La scheda di verifica
8.4   Organizzazione degli allievi in acqua

9 Obiettivo specifico n.1
9.1   Fasi di lavoro (1.1-1.17) per favorire il galleggiamento
9.2   Verifica delle competenze sviluppate unità 1

10 Obiettivo specifico n. 2
10.1   Fasi di lavoro (2.1-2.16) per favorire l'equilibrio
10.2   Verifica delle competenze sviluppate unità 2

11 Obiettivi specifico n. 3

11.1   Fasi di lavoro per migliorare l'idrodinamicità e per diminuire la resistenza (3.1.1-3.1.7) salto, (3.2.1-3.2.10) scivolo, (3.3.1-3.3.10) spostamento, (3.4.1-3.4.5) tuffo
11.2   Verifica delle competenze sviluppate unità 3

12 Obiettivo specifico n. 4

12.1   Fasi di lavoro per scoprire la funzione del capo e del bacino durante i movimenti (4.1.1-4.1.13) capo timone, (4.2.1-4.2.4) capo indipendente, (4.3.1-4.3.5) capo solidale, (4.4.1) bacino solidale, (4.5.1) bacino indipendente
12.2   Verifica delle competenze sviluppate unità 4

13 Obiettivo specifico n.5

13.1   Fasi di lavoro (5.1-5.14) per utilizzare al meglio gli arti inferiori a fini propulsivi
13.2   Verifica delle competenze sviluppate unità 5

14 Obiettivo specifico n. 6

14.1   Fasi di lavoro (6.1-6.16) per utilizzare al meglio gli alrti superiori a fini propulsivi
14.2   Verifica delle competenze sviluppate unità 6

15 Obiettivo specifico n. 7

15.1   Fasi di lavoro (7.1-7.10) per utilizzare al meglio la combinazione arti superiori/inferiori a fini propulsivi
15.2   Verifica compentenze sviluppate unità 7

BIBLIOGRAFIA